Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Ìnchiri e ant. Ìmpiri.
- v. a. Mettere dentro un recipiente tanta materia quanta vi cape: émpiere, empire, pienare (Nerucci; e l'usan anco in Sardegna nella lingua pulita).
- Riparare, supplire: empiere.
- Saziare: empiere.
- inchiri l'aria, trasportar i covoni di biada nell'aja: inajare.
- inchiri l'occhiu, appagar l'occhio.
- inchiri matarazza: imbottire materassi.
- inchirisi la vucca, met. sfogar a dire, o vantarsi di troppo.
- Nel rifl. vale anco: cacarsi. E in Toscana dicono anche: esser pieno. p. e. l'ho trovato pieno il bambino (Fanf. Voci ecc. d. parlar fior.).
- inchiri lu lizzu, far passare i fili dell'ordito per mezzo ai licci: incorsare.
- inchiri la ciocca, mettere le uova sotto la chioccia: porre la gallina, por le uova.
- inchiri a biviri oceddu, riempir una botte finchè versi: abboccare, fare ridere la botte (Pal. Voc. Met.).
- inchiti! dicesi per ironia a chi abbia ricevuta una misera coserella.
- inchiri lu vudeduu, oinchiri la panatica, mangiare bene: empier il buzzo; e vale anche metter la carne tritata nelle budella per far salsiccia: imbudellare.
- inchiri a cafuddduni, riempire con sovrabbondanza, restringendo fortemente la materia, ed è proprio del cibo che si caccia in gola a' piccioni o ad altri animali: impinzare, rimpinzare. P. pass. incutu: empiuto, empito.
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