Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Capu.
- s. m. Testa: capo.
- Parte superiore, principio: capo.
- veniri a capu d'una cosa, conseguirla: venir a capo.
- Fig. Guida, governatore, superiore: capo.
- Fune grossa: cavo, canapo.
- Parte di discorso, di scrittura: capo, capitolo.
- Punto, questione, ragione: capo.
- Punta di terra che sporge in mare: capo.
- Seguito da sostantivo in senso di elogio dinota eccellenza, superiorità; in senso di spregio è peggiorativo di quel tal nome che lo segue.
- Capo della matassa che si lega per ritrovarlo: bandolo.
- capudopera o capulavuru, lavoro perfetto: capo-lavoro. Per met. furbo: cappato. E T. agr. capu d'opera o capu 'mposta è il capo di cinque uomini che mietono.
- da capu, posto avv., da principio: da capo.
- Presso i tessitori a un capu, a dui capi, dicesi di drappo a uno o a più fila: a uno o a due capi. E generalmente capi le fila di ogni sorta e per qualsiasi uso.
- nun pigghiari o nun truvari nè capu nè cuda, modo prov., trovarsi confuso, non saper uscire da un imbroglio: non raccapezzarsi, non trovare od avere nè capo nè coda.
- – di robba, ogni qualunque materiale che non istia solo, ma con altre cose di diversa specie, che servan ad un oggetto, p. e. ottu capi di robba, vale altrettanti ingredienti o componenti di checchessia.
- – di latti, la parte più gentile, il fiore: capo di latte.
- – mortu. T. chim. Quella materia che rimane nel fondo delle bocce, dopo la distillazione de' minerali od altro, e per qualunque rimasuglio di checchessia: capo-morto.
- – di regnu, dicesi per ischerzo a chi suol far il maligno.
- – di mulinu, riparo che si fa ne' flumi per rivolger il corso delle acque ai mulini: pescajo.
- da capu a funnu, modo avv., da principio alla fine, tutto: da cima a fondo.
- capi. T. pesc. L'apparato di funi: sarzia (An. Cat.).
- T. pesc. Sottile e lunga fune con cui si tira a terra la sciabica: spilorcia.
- Quella corda che attaccata alla rete delle bilancelle serve come per allungarla e tirarla in barca: sferzina.
- 'n capu, modo avv.: sopra, in cima,
- 'n capu di la scala: in cima alla scala (Buonarroti dice: in testa di scala; in senso poco differente Bartoli dice: in capo al mondo).
- 'n capu all'annu o di l'annu, al termine di esso: a capo dell'anno.
- T. giuoc. jiricci unu o dui ecc. punti 'n capu: andare di un punto di più, p. e. invece di dir 34 dire 35.
- – di infasciari. T. mar. Quelle corde intrecciate, che si metton sotto le funi, colle quali è ormeggiata la galea, acciò non si rodano: mantelletti (Zan. Voc. Met.).
- – di rimorchiu. T. mar. Fune che attaccata a una nave serve per rimorchiarla contro la corrente: alzaja.
- – da ormiggiu. T. mar. Fune che ferma il bastimento senza l'àncora in qualche punto di terra: amarra, ansiera (Zan. Voc. Met.).
- – di manubbulu. T. mar. Quelle manovre la di cui disposizione debbesi variare frequentemente nel corso della navigazione come sono le scotte, le boline, le mure, ecc.: manovre correnti o volanti (Car. Voc. Met.).
- – di tagghi. Carrucola grande per elevar grossi pesi.
- – d'agghi, tutto l'aglio tolte le frondi: capo d'aglio.
- milli capi di bestii, per dire mille bestie: mille capi di bestie.
- Parlandosi di panni, vesti ecc., esprime tutta la veste ecc.: capo.
- Detto d'acqua vale polla, vena: capo.
- – d'annu, di misi, principio: capo d'anno, di mese.
- – di casa, chi regola e fa le spese alla famiglia: capo di casa.
- – di tavula, il luogo più degno della tavola: capo di tavola.
- a capu tavula, in principio della tavola.
- – di parancu. T. mar. La corda che dopo essere passata e ordita per tutti i raggi di un paranco, è libera e sulla quale si fa forza per far agire il paranco: vetta di un paranco (Zan. Voc. Met.).
- – di banna. T. mar. L'estremità del bordo che termina agli allungatori, e che impedisce che l'acqua entri ne' membri del bastimento: capo di banda, sola, piattobordo.
Capu.
- – buccheri, fra i mietitori è il primo di essi, dietro cui seguono in fila gli altri.
- – spata, l'ultimo, come sopra.
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