Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Cira.

  • s. f. Quella materia molle e gialliccia della quale le api compongono i loro fiali, e che poscia si riduce bianca: cera.
  • Tutte quelle cose composte di cera e bambagia per uso di ardere, candele, torce ecc.: cera.
  • – virgini o giarna, è la cera come resta in massa appena cavatone il mele: cera gialla o vergine.
  • – nostrali, le candele lavorate in patria e non molto bianche.
  • – di Venezia, è quella ridotta al sommo grado di bianchezza e per anton. ogni cosa bianchissima.
  • – di tenebbri, è quella non depurata, e che per lutto usasi in chiesa nei dì di martorio.
  • – di Spagna, una composizione di resina lacca, spirito, rosso o altro colore, che serve a suggellare: ceralacca.
  • – di scarparu o – nivura, specie di pegola che i calzolai impiastrano nel loro canapo: pescia (a Firenze o a Siena).
  • a cira, avv. perfettamente, appunto, bene: a modo, a pennello.
  • a cira ch'adduma, buonissimo: co' fiocchi.

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