Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Croccu.

  • s. m. Strumento per lo più di ferro, adunco per uso di aggrappare: uncino, rampino, raffio, crocco.
  • manu a croccu, quelle dei ladri: mani a uncino. E aviri li mani a croccu, rubar segretamente: esser delle mani, ass.
  • Nelle tonnare è quel gancio di ferro inastato con cui si ammazzano e si tiran i tonni nel palischermo: crocco. E generalmente in marineria ogni strumento a uso di afferrare: uncino, gancio, crocco.
  • lu croccu di la carni, arnese di ferro con molti uncini attorno ad uso di appendervi carne: appiccatojo, appicagnolo.
  • Rametto secco a forma di angolo, di cui un lato è attaccato al paniere, e coll'altro si appende agli alberi per comodo di riporre i frutti nell'atto di coglierli: ranfione.
  • Uno strumento per abbrancare qual cosa sott'acqua o sollevar dal fondo una àncora ed una gomena: rampone, rampicone.
  • sta cosa è appizzata a lu croccu, dicesi proverbialmente di un provvedimento, una concessione, un assenso facile ad aversi: essere nel carniere.
  • Arnese per tirar la roba da entro il tamburlano: forchetto.
  • a croccu, posto avv., torto in punta: adunco, a uncino.
  • croccu masculinu, uomo tristo: figuro. E vale anche: cattivo pagatore.
  • appizzari lu croccu ad unu, cogliere l'occasione d'incolparlo: attaccar il ferro addosso a uno.
  • essiri un croccu, malsano, tutto rattrappito.

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