Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Curti.
- s. f. Famiglia del Sovrano, e la gente che gli fa codazzo: corte.
- Palazzo dove risiede il sovrano: corte. Ed in Palermo, il palazzo municipale: corte.
- – biata, il paradiso: corte celeste.
- fari la curti, prestar servigi, ossequî per ottenere qualcosa: far la corte. E parlando di donna: vagheggiarla, corteggiarla.
- curti, certo numero di ecclesiastici plebei addetti a servir ecclesiastici aristocratici. E l'aggregato de' servi di un magnato: i cortegiani.
- Il luogo dove si tiene ragione: corte. Onde, corte criminale, – d'appello ecc.
- – paisana V. giustizia.
- – militari o marziali, quella pe' reati de' militari: corte militare o marziale.
- – ecclesiastica, ove si giudica di affari ecclesiastici: corte ecclesiastica.
- Prov. in curti di lu re ognunu fa per sè, le corti son popolate di egoisti: alla corte del re ognun faccia per sè.
- in curti ognunu lauda chiddu chi dici lu so' signuri, dov'è chi spudoratamente tiensi superiore a' suoi simili, il vero è proibito, e l'adulazione trionfa: il gran signor non ode, se non adulazion, menzogna e frode.
- in curti unni nun regna la virtù, è un celu senza stiddi, può esservi virtù dove regna la più orgogliosa e in uno vigliacca gerarchia?
- la caritati in curti è estinta, e l'amicizia è persa, presso coloro che si spogliano dell'umana dignità, e che per poter dispotizzar a lor volta sopra alcuni propri simili si avviliscon sotto i piedi del tiranno, può esservi amicizia? nelle corti, la carità è estinta, nè si trova amicizia se non finta.
- quannu si' in curti dici beni di tutti, primo perche si è fra le spie, secondo perchè colà un fantoccio può anco diventare qualcosa.
Curti.
- Prov. cu' servi in curti voli aviri pacenzia, e deve sempre degradarsi.
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