Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Disgràzia.

  • s. f. Male veramente patito, e piuttosto di mali privati poichè de' pubblici dicesi calamità; è men durevole dell'infortunio il quale è male sentito e riguarda le cose ove ha luogo fortuna; ed è men casuale men improvviso dell'accidente: disgrazia.
  • Sgarbo, mala grazia: disgrazia.
  • Perdita dell'altrui grazia, onde, cadiri in disgrazia: cadere, venir in disgrazia; essiri in disgrazia: esser in disgrazia.
  • Prov. li disgrazii sù sempri pronti: le disgrazie son sempre apparecchiate.
  • li disgrazii nun vennu mai suli, alla prima per lo più ne succedono altre: le disgrazie non vengono mai sole.
  • pri disgrazia, posto avv. disgraziatamente: per disgrazia.
  • curriri cu disgrazia; essere disgraziato;e anche, incontrar tali accidenti da soccombere: dar nelle secche.
  • curriri la disgrazia detto di donna, vale perdere il fiore della verginità per inganni o seduzioni, talchè sia quello il primo passo al postribolo.
  • è la disgrazia in persuna, dicesi di persona disgraziatissima: è il sacco di disdetta.
  • quannu la disgrazia havi di veniri trasi pri la spaccazza di la porta, quando si è disgraziati non vale previggenza: a chi è disgraziato gli tempesta nel forno.

Sta paggina utilizza materiali di Wikisource Talianu, ca veni pubblicatu sutta la licenza CC BY-SA 4.0.