Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Dispiratu.
- add. Fuor di speranza: disperato.
- D'uomo che ha perduto tutto o che è ridotto a disperar di sè: disperato.
- Ridotto in miseria: spiantato.
- Di cosa che non dà speranza o per cui altri si dia alla disperazione: disperato.
- Abbandonato da' medici: disperato.
- malatia, cura dispirata, che non dà speranza. Onde, lassari un malatu pri dispiratu, abbandonar l'infermo come insanabile.
- fig. Uomo incorreggibile: disperato.
- Furibondo, crudele: disperato.
- Chi è imprudentemente incalzato a far o allestir alcuna bisogna: pressato, stretto.
- dari 'na cosa pri dispirata, portar opinione che una cosa non possa riuscire: dar checchessia per disperato.
- jiri comu un dispiratu, correre velocemente con o senza disegno: andar intorno precipitosamente. E in generale comu un dispiratu vuol dire da disperato.
- a la dispirata, disperatamente: alla disperata.
- fari 'na cosa pri dispiratu, farlo per non veder mezzo di far altrimenti: fare checchessia per disperato.
- dispiratu comu lapa ntra lu 'nvernu, digiuno, povero, come l'ape nell'inverno in cui mancan i fiori. Sup. dispiratissimu: disperatissimo.
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