Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Fògghia.
- s. f. Parte delle piante che serve loro per attrarre dall'atmosfera i principi vegetativi: foglia.
- Ogni erba buona a mangiare: camangiare, erbaggio, ortaggio.
- La foglia del gelso pe' bachi da seta: foglia.
- Quella mistura di diversi metalli, quasi come un orpello, che si mette nel castone per fondo alle gioje: foglia.
- Quello stagno mescolato con argento vivo, che si mette dietro il cristallo per farne specchio: foglia.
- Quelle lamine di acciajo onde son fatte le molle delle carrozze: foglie della molla.
- – di libbru. V. fogghiu.
- a fogghia a fogghia, a parte a parte: a foglia a foglia.
- vutari 'n'autra fogghia, cambiar materia del discorso: voltar carta.
- trimari comu 'na fogghia, per l'effetto della paura: tremar come una foglia. nun si movi fogghia d'arvulu si nun è volontà di Diu, e il male che si fa per volontà di Dio? non si muove foglia senza che Dio non voglia.
- – carnusa, non troppo sottile e secca: foglia carnosa
- (An. Cat.).
- assai fogghi e nenti frutti, molt'apparenza e poca sostanza: poca uva e molti pampani.
- manciarisi la fogghia, accorgersi di ciò che si tratta, anticipatamente indovinare: mangiarsi la foglia (in uno scritto fiorentino del Giornale Lo Zenzero).
- – di cipudda. V. spogghia.
- Metallo ridotto in lama sottilissima: foglio.
- Fogghia è anche voce Toscana. (Nerucci).
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