Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Fera.

  • s. f. Mercato dove concorrono molti a negoziare con temporanea franchigia in giorni determinati: fiera.
  • 'na fera, per sim. si dice un luogo pieno di molte cose svariate e peregrine.
  • fari la fera, regalar alcuno di mancia o altro: pagare ecc. la fiera a uno.
  • fari 'na fera, smargiassare, lanciar campanili, spacconare e far chiasso, schiassare.
  • Prov. lauda la fera cu' la trova bona, a ognuno piace l'utile proprio.
  • cu' va a la fera senza un tarì, va cu una dogghia e torna cu tri, col dispiacere cioè di non aver potuto far acquisto di cose di cui rimane voglia.
  • fari la fera di palazzolu, negoziare alla cieca, a bacchio: negoziar a occhio e croce.
  • ccà mi luci la fera, fig. questo è il mio forte, di ciò mi tengo, questo io stimo: questo è il mio occhio.
  • ti nni pò' jiri pri li feri, dicesi a chi narra o mostra spavalderie e un monte di maraviglie, per isbertarlo: di tutto questo tu puoi ben farne mercato o bottega.
  • cosa ca va pri li feri feri, dicesi di cosa notissima: ei va per la stampa; ei se la sanno i pesciolini
  • Animale salvatico, e specialmente i carnivori feroci: fiera.
  • E pesce della maggior grandezza come i cetacei.
  • Volgarmente si chiama così il delfino. Delphinus delphis. L.

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