Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Festa.
- s. f. Giorno solenne, in cui non si lavora: festa.
- – cumannata, di precetto della chiesa: festa comandata.
- – mobbili, che non ha giorno fissato: festa mobile.
- Solennizzazione in chiesa della ricorrenza o commemorazione: festa.
- Spettacolo, apparato pubblico: festa. Onde: dar una festa.
- fari festa, non lavorare: fare festa.
- Carezze o allegra e lieta accoglienza: festa. Onde fari festa ad unu, fargli lieta cera: far festa ad uno. E dicesi anco degli animali.
- cumannari li festi, met. spadroneggiare: comandar le feste.
- boni festi, mancia nelle ricorrenze di feste grandi: ceppo (quando è Natale), buone feste ecc. Onde: dari li boni festi vale augurarle e dar la mancia: dar le buone feste.
- robbi di festa, le vestimenta pulite per indossarsi nelle feste: vesti da festa.
- essiricci festa e quaranturi, non parlando di chiesa, vale fare gran festa e sollazzo.
- festa in chiesa e festa in cucina, secondo il costume che la gola deve godere delle feste religiose.
- farinni la festa di unu, ucciderlo: far la festa ad uno. E detto di altre cose vale consumarle, godersele: far la festa di una cosa. E anche rubare una cosa: farne la festa (Rigutini).
- mettiri la lingua di li festi, determinarsi a dire le vergogne altrui e rinfacciargliele: scorbacchiar alcuno.
- guardari la festa, astenersi dal lavoro in giorno di festa: guardar la festa.
- tèniri ad unu unni si sedi li festi, spregiarlo: averlo in tasca o in culo.
- Prov. ad ogni santu veni la so festa, parlandosi di merci o simile, vale che verrà il tempo in cui avranno prezzo: non è si trista spazzatura, che non s'adoperi una volta l'anno; nè sì cattivo paniere, che non s'adopri alla vendemmia. E vale anche, non può andar molto che il tristo paga il fio: ad ogni tristo il dì suo tristo.
- fari o essiricci la festa di li morti, o finiri a festa di ciralli, esservi grand'arruffio, parapiglia; finir male.
- Prov. pri cui è festa, pri cui è timpesta, così è la società, chi ride, chi piange, però si potrebbe cercare almeno di non aggravare questo male: per chi è festa, per chi è tempesta.
- nun sempri dura la festa, il tempo non corre sempre a un modo, certi abusi scompariranno: ogni dì non è festa.
- cu' campa tuttu l'annu tutti li festi vidi, chi va per vita avrà agio da veder tutto.
- cu sfraga la festa stenta lu lavuranti, è pei mestieranti che mangiano la domenica il guadagno della settimana: chi scialacqua la festa, stenta i giorni di lavoro.
- fatta è la festa e si curriu lu paliu, tutto è finito: è finita la festa e corso il palio.
- la festa si fa quannu veni, chi quannu si fa poi nun si fa beni, le cose debbono farsi secondo l'occasione: chi non fa la festa quando viene, non la fa poi bene.
- essiri la festa di unu, cioè il giorno che la Chiesa festeggia il Santo del cui nome quel tale è chiamato: esser la festa di alcuno.
- a festa, posto avv. A uso di festa, festerecciamente: a festa.
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