Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Furma.
- s. f. T. art. Modello, norma su cui formar un lavoro: forma.
- – di dammusu, legno che fa da armatura temporanea alle volte: céntina.
- Arnese di gesso, cera o altro in cui si getta il metallo o gesso o che, per riprodurre il lavoro: forma.
- E quello in cui si gettano i caratteri che si fondono: forma.
- T. stamp. Una o più pagine di caratteri che si racchiudono in un telajo per istar ferme: forma.
- – di scarpa, quel legno a figura di piede su cui si lavora la scarpa: forma.
- – di cappeddu, quella su cui si fa il cappello: forma.
- E nell'uso si dice alla parte del cappello dov'entra il capo.
- – di tumazzu, ecc., un formaggio intero: forma.
- – di lu nicissariu, arnese di terra cotta forato, che si pone alla bocca del cesso: cappellina.
- essiri 'na furma di sangu, di grascia, ecc, esser imbrattato pienamente di sangue o che.
- furma, vaso in cui si adatta il cacio, per cui dicesi formaggio: forma.
- Segno, impressione lasciata da checchessia: forma.
- a furma, posto avv., fatto nella forma: a forma.
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