Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Latti.

  • s. m. Nutrimento che esce dalle poppe delle femmine partorite: latte.
  • viteddu, crapettu di latti, che ancora poppa: vitello, capretto di latte.
  • latti d'oceddu, vale cibo squisito e quasi impossibile a trovarsi: latte di gallina. Per . V. . V.
  • fitiricci la vucca di latti, per dire che uno è ancora bambino: aver ancora il latte alla bocca.
  • livari lu latti, divezzare: levar dal latte.
  • Quell'umore viscoso bianco che esce dal fico acerbo, da' rami ecc.: latticcio, lattificio.
  • Calce stemperata per imbiancare: bianco.
  • latti di niura, latte d'asina nera.
  • – virginali, infusione di resine nello spirito di vino, che mescolata coll'acqua divien bianca: latte verginale.
  • – di pullu, uovo dibattuto con brodo e acqua: latte di gallina.
  • – di canigghia o latti e g....., met. Scipitaggine.
  • – di terra V. antacitu.
  • – di mennula, sugo delle mandorle peste e stemperate: latte di mandorle.
  • fari spiriri lu latti, deviarlo dalle mammelle sì che più non si produca nel seno: cansar il latte (Car. Voc. Met.).
  • latt'e cafè, o cafè e latti, bevanda di latte e caffè: caffè e latte.
  • fari viniri lu latti a li c..., seccare, rincrescere, nojare: far venire il latte alle ginocchia.
  • sucari cu lu latti un custumi ecc.: aver col latte bevuta la cognizione di... (Di Giovanni Vinc.).
  • latti, T. m. pl. Piccole travi poste per rinforzo fra i travi che sostengono i ponti, parallelamente ai medesimi: latte, baglietti (Car. Voc. Met.).
  • latti di vecchia, nome d'un rosolio: latte di vecchia.
  • ciuri di latti V. ciuri (appendice).
  • essiri latti e sangu, di bella e fresca carnagione: esser di latte e sangue. Onde il saluto: sangu e latti.
  • frati di latti, chi ha poppato lo stesso latte che un altro: fratel di latte.
  • scantarisi di la sbrizza di latti e agghiuttirisi un crastu sanu, si dice dei bacchettoni che fingono avere scrupoli dove lor comoda, e poi commettono nefandità senza scrupolo; non dormirebbero se avessero ingojato una goccia d'acqua innanzi la comunione, e poi tranquillamente uccidono moralmente o fisicamente sia Monti e Tognetti, o Ugo Bassi: molti si fanno coscienza di sputare in chiesa, che poi cacano sull'altare; esempio la famigerata setta Lojolesca.

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