Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Maramma.

  • s. f. Il far muratura, il murare: fabbrica.
  • S'intendeva per la fabbrica del Duomo e delle mura di Palermo, e in generale edificio, fabbrica: opera.
  • Prov. ogni pitrudda (o tinta petra) servi a la maramma, ogni cosa serve: non è trista spazzatura, che non s'adopri una volta l'anno; nè sì cattivo paniere, che non s'adopri alla vendemmia.
  • maramma mmenzu via mastri in quantità, cosa esposta al pubblico ognuno vi trova qualche difetto: chi fa la casa in piazza o l'è troppo alta o troppo bassa.
  • Per macchina.
  • Imbarazzo, confusione di cose: arruffìo. (Chi dice che è voce araba. Potrebbe venire dal Gr. μαλαγμα, calce spenta. Ovvero essere storpiatura della voce murami. In ital. ant. vi è mora per monte di sassi, muro; onde Dante: sotto alla guardia della grave mora; e Villani: onde si fece grande mora di sassi; chi sa non vi sia analogia...).

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