Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Parari.

  • v. a. Disporre le panie, le reti co' zimbelli e richiami relativi per uccellare: tèndere.
  • Detto d'armi da fuoco: caricare.
  • Opporre un corpo a che un colpo non colga: parare.
  • Impedire o trattenere il moto o il corso: parare.
  • Detto di giuoco, metter la posta: metter su.
  • parari li pedi a li cavaddi, T. man.: pareggiar le unghie.
  • Vestir di paramento, adornare: parare.
  • Per apparari V.
  • unni vo' iri a parari cu ssu discursu, dove vuoi andare a riuscire: dove vuoi ire a parare con codesti discorsi.
  • rifl. a. pararisi, detto ass. di persona, abbigliarsi: rinfronzire, abbellirsi.
  • Mettersi i paramenti: pararsi.
  • Cautelarsi, prepararsi: pararsi.
  • Schifare in un discorso di dire checchessia, o star guardingo in un discorso: schermirsi, star sulle parole.
  • Non risolversi, indugiare artatamente per condur meglio una bisogna: ristare, badare.
  • pararisicci davanti, assalire, venir a fronte: pararsi dinanzi alcuno.
  • pararisi davanti, mandar avanti, guidare un branco cacciandolo dinanzi da sè: parar le pecore, i porci, ecc. Assalire con ingiurie, far violenti rabbuffi. V. 'mpajari.
  • pararisi, detto di cavalli: armarsi (An. Cat.). P. pass. paratu: parato.
  • Teso.

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