Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Passari.
- v. intr. che significa moto per luogo: passare.
- Per semplicemente andare: passare.
- Per guastarsi, corrompersi, alterarsi: passare.
- Detto di moneta, essere ricevuta: correre.
- Detto di un malore, dolore ecc., cessare, guarirne: passare.
- Soffrire, patire: passare. Onde passare peripezie, passar batoste. p. e. Una donna che sia stata maltrattata dal marito, dirà: ce n'ho passate di quelle da non si credere, e così similmente.
- Detto di cosa inanimata, allontanarsi, aver termine: passare.
- Usato att., valutare, stimare: apprezzare.
- Condonare, menarla buona: passare.
- Condurre uno da un lato all'altro e simile: passare.
- Trasmettere, dar corso, detto di carte, suppliche ecc.: passar una cosa.
- Trafiggere, penetrare: passare.
- passari ad unu, passargli avanti nel correre: passar uno. O vincerlo in abilità od altro: passar uno.
- Detto ass. avanzare, superare: passare.
- Concedere una cosa, accordarla, con venire nella medesima opinione: passare una cosa. E fariccilla passari: menargliela buona.
- Andare oltre un termine fissato, un luogo ecc: passare.
- passari a gradu, ordini, ecc., esservi ammesso: passar a grado, ordine, ecc.
- – lu tempu, l'acqua, la vita, scorrere: passare; passari lu tempu, vale sciuparlo o occuparsi in piacevoli cose: passar il tempo.
- – a l'urvisca, non badarvi: passar a chius'occhi checchesia.
- – la nuttata, la jurnata ecc., consumarla, terminarla, durarla: passar la notte, ecc.
- – li limiti, uscir del convenevole: passar i termini.
- – a crivu, stacciare: passare per istaccio, passar il brodo al colino.
- – pri bonu, pri dottu, ecc., aver fama di...: passare per buono, ecc.
- – a cuntu 'na cosa, metterla a conto, tenerne conto.
- – di cuttura, di cosa cotta troppo: arrivar troppo. E fig. invecchiare.
- fari passari di cuttura 'na cosa: arrivar troppo una cosa. p. e. guarda codesta carne di non l'arrivar troppo.
- passari a natuni: passar a nuoto.
- – di ferru, lo stirare la biancheria.
- – di circu, riscaldar i panni sul trabiccolo.
- E si dice in generale p. e. passari di picuni, di ecc., per dire lavorarvi col piccone ecc: passare di piccone, ecc.
- passa passa. V. passa.
- nun passari, non esser calcolato.
- passari a 'na parti, trasferirvisi: passare.
- – in cosa giudicata, non essere più appellabile, esser forza conformarsi a quella decisione: passare in giudicato.
- passaricci differenza, esservi differenza: passarci differenza.
- passari di 'na banna a 'n autra, penetrar il corpo da una superficie a un'altra: passare da banda a banda.
- nun passari 'na cosa pri la testa, non supporla, non imaginarla.
- nun passari mancu pri tintazioni, figurarsela impossibile.
- fari lu passa e spassa, bazzicar in un luogo.
- chiddu chi passa la cumunità, ciò che dà la famiglia.
- lassa passari, dice chi vuol fatto largo per passare fra la gente: bada davanti.
- passari di supra a una cosa, non farne più caso: passarci sopra, farla passata, far monte di una cosa.
- passari la cocula, burlare.
- passari un nolitu, condiscender a un capriccio.
- passari li stiddi, dicesi di cosa squisita: passar le stelle.
- passarisi d'una cosa, astenersene: passarsi da...
- passarisi un pitittu, lu desideriu, un piaciri, ecc., soddisfar alla voglia, appagarsi: cavarsi una voglia, scapricciarsi.
- passari 'na cosa a unu, una summa ecc., somministrargli, dargliela: passar una somma o altro ad uno; gli passa venti lire al mese.
- passari l'ammasciata, trasmetterla a colui cui va: passare l'imbasciata.
- passari palora, parlar ad alcuno di checchessia: passar parola.
- passarisilla, essere in tale o tal altra condizione, p. e. come se la passa ora? passarisilla beni o mali: passarsela bene o male.
- a passari, vale, più; p. e. cci su du' migghia a passari o e passa: vi son due miglia e passa; avrà una rendita di passa mille lire.
- Di una cosa tollerabile si dice pò passari: può passare.
- passarisi la lezzioni, rileggerla o ripeterla fra sè per provare se la si sappia.
- passarisi la causa, appellare avanti ad un altro magistrato.
- passari la fami e lu pitittu, annojarsi, perderne la voglia.
- Prov. passa furia passa tuttu, qualunque ira poi passa.
- passari a un esami, riuscirvi: passar ad un esame.
- passi ddà, si dice ai cani per cacciarli: passa là.
- Prov. tuttu passa, e prestu passa: tutto passa (e vi s'aggiunge per ischerzo fuorchè le cappelle de' chiodi).
- nun passari voschi unni cc'è lupi, nè ciumi unni cc'è buchi, i lupi ti mangiano, i buchi t'inghiottono.
Sta paggina utilizza materiali di
Wikisource Talianu,
ca veni pubblicatu sutta la licenza
CC BY-SA 4.0.