Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Piacìri.
- s. m. Giocondità d'animo, nata da soddisfacimento di qualche senso o altro: piacere. (A. V. ital. piacire. Latini).
- Voglia, volontà: piacere.
- Favore, servigio: piacere.
- essiri un piaciri, esser una cosa eccellente: esser un piacere.
- cci haju piaciri, suol dirsi quando udiamo novella che ci dia nel genio, e alle volte ironic. il contrario: ci ho gusto.
- chi piaciri! o bellu piaciri! Ironic. di uno che sciupi checchessia, o faccia cosa sconvenevole o a noi cattiva: be' gusti!
- a piaciri, posto avv., a volontà: a piacere.
- essiri una cosa a piaciri o in piaciri, piacere, desiderarla: esser una cosa a o in piacere.
- fammi lu mmalidittu piaciri, vattinni, usato così ironicamente: fammi il maledetto piacere, vattene.
- Prov. una fimmina pi fari un piaciri stetti novi misi gravita, si dice per ischerzo quando ci si domanda da alcuno un piacere, a Firenze dicono, rispondendo, volendo negar un piacere: i piaceri li fa il boja.
- pr'un picculu piaciri, milli patimenti, V. in gaudiu un prov. simile.
- cu' fa piaciri, piaciri trova: piacere fatto non va perduto.
- fa piaciri e dimenticatillu, facendo bene, o nulla o bene si può aspettare, per cui si può star tranquilli; si usa anco per dire che facendo bene bisogna dimenticarne il guiderdone, perchè l'uomo è ingrato.
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