Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Porta.
- s. f. L'apertura per d'onde si entra o si esce: porta. E quella interna o fra stanza e stanza: ùscio.
- – mastra, la principale: porta maestra.
- – fausa, secondaria, laterale o posteriore: porta falsa o di dietro.
- – a cardinali, quella di cui la imposta è sostenuta su d'un pernio: uscio a bìlico.
- – vulanti, che richiudesi da sè per la forma della bandella inferiore incurvata al di fuori: uscio a sdrùcciolo.
- – a currula, che anche chiudesi da sè, ma per un peso legato superiormente ad essa: uscio a contrappeso.
- – a du' pezzi o du' minzini: imposta a due bande.
- – a libbru: a libricino, che si ripiega in sè stessa.
- – finta, fatta per ornamento o per serbar l'ordine: uscio finto.
- – chiara, una delle porte della tonnara: la porta chiara (An. Cat.).
- trasiri pri la porta e no pri la finestra, fig. far le cose coll'ordine dovuto: entrare per la porta.
- di porta 'm porta, di coloro che vanno tapinando e ad ogni porta si fermano a chiedere l'elemosina.
- essiri la porta di lu judici, quando vi è continuo entrare e andare di gente, e sempre si sente scampanellare: esser l'ùscio del trenta (in Firenze).
- Prov. la porta fausa spissu è ruina di la casa, fig. anco si dice delle spese segrete e non lecite: la porta di dietro è quella che ruba la casa.
- la porta di lu cacciaturi lu ventu l'apri e chiudi, per dire che il cacciatore non ha nulla tanto che può lasciar la porta aperta.
- cani e figghi di buttani lassanu la porta aperta, si dice contro coloro che entrano od escono senza tirarsi dietro l'uscio: cani e villani lasciano sempre l'uscio aperto.
Sta paggina utilizza materiali di
Wikisource Talianu,
ca veni pubblicatu sutta la licenza
CC BY-SA 4.0.