Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Rùmpiri.
- v. a. Guastar checchessia facendolo in pezzi o parti, staccandolo, dividendolo: ròmpere.
- Trasgredire, non osservare: rompere.
- Rimuovere, superare, detto di trista fortuna: rompere.
- Guastare qualunque negozio, trattato ecc.: rompere.
- Detto delle passioni, troncarle, farle cessare: rompere.
- In certi paesi per tagliare.
- T. agr. Dare la prima aratura: rompere.
- – lu sonnu, destare: romper il sonno.
- – lu dijunu, guastarlo con mangiare: rompere il digiuno.
- – lu silenziu, cominciar a parlare: rompere il silenzio.
- – lu prezzu, il determinare quanto debba vendersi: romper il prezzo.
- – la testa, fig. nojare: romper il capo.
- – li corna, percuotere, zombare.
- rumpirila, quando vi è chi disputa calorosamente e uno s'intromette tagliando il discorso, onde non si venga a dispiaceri: romper il tempo.
- rumpirila cu unu, lasciar l'amicizia o la pratica di qualche negozio con uno: romperla o rompersi con alcuno.
- rifl. a. Il cadere degl'intestini nella coglia: sbonzolare.
- – lu tempu, voltarsi alla pioggia: rompersi il tempo.
- – lu coddu, fig. perder la riputazione, la roba ecc.: rompersi il collo.
- Prov. cu' rumpi paga, chi pecca sarà gastigato: chi rompe paga. P. pass. rumputu o ruttu: rotto.
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