Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Sèdiri.
- v. intr. Si dice degli uomini e di alcuni altri animali, l'adagiarsi posando le natiche su checchessia: sedere.
- Andar a gusto, ai versi: quadrare, calzare.
- Convenire, esser dicevole, non esser nè largo nè stretto ecc.: star bene, una cosa avvenirsi a uno, seder bene o male una cosa a chicchessia, rifarsi di una cosa, p. e. le si avviene ogni cosa, tutto le sta bene; il color celeste si avviene a quella donna. lu celesti cci sedi a dda fimmina.
- Regnare, e dicesi de' papi: sedere.
- Oziare, non aver lavoro: essere in ozio. O non essere impiegato: essere fuori di padrone, essere a spasso.
- Ristare, cessare di muoversi, di agire. Giusti scrisse: la sorte non sa sedere.
- E in Toscana: porre a sedere uno, vale levarlo dal grado o dall'ufficio, o superarlo in checchessia in modo da torgli gli affari.
- va sedi, si dice per cacciar alcuno, o per dire ch'egli non sa fare, o non debba mischiarsi: vatti a riporre, va via. E anche per raccomandare a un ragazzo di star cheto: sta buono.
- sediri 'm pizzu, fig. aversi a male ogni cosa o facilmente: essere permaloso, esser uomo risentito.
- Prov. cu' bonu sedi malu penza, l'ozio è causa d'ogni vizio: chi ben siede mal pensa o posa.
- E vale anco, che il sazio non crede al digiuno.
- sedi sedi, ca vintura ti veni, aspetta che farai fortuna, si dice delle fanciulle da marito: ragazza che dura non perde ventura.
- cu' sempri sedi nun strazza li scarpi, si dice di coloro che vanno tutto il dì girovagando.
- V. assittari. P. pass. sedutu: seduto.
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