Scrùsciri. v. intr. Formar quel suono che esce dal pan fresco, o da altra cosa secca e frangibile nel masticarlo: scrosciare, scricchiolare. || Quello che fa la terra in vivanda non ben lavata, nel masticarla: scricchiolare, scrosciare, sgretolare, schiacciolare (Rigutini). || Il bollire che fa l'acqua smoderatamente: scrosciare; e quando è sul cominciare: grillettare. || Il cadere della subita e grossa pioggia: scrosciare, crosciare. || Quello strepitare che fa il fuoco abbruciando legni verdi: crosciare, '
- crepitare.
- Dicesi del modo che rendono certe cose fesse o scommesse o sconfitte, quando son percosse: crocchiare, crocchiolare.
- Il rumore di catene o simili scosse: scatenacciare.
- Quel suono che fa la frusta agitata con forza nell'aria: schioccare. E si usa att.
- E il suono che fa il bacio sonoramente dato: schioccare.
- Il rumore che fanno cose come p. e. armi battute insieme: sgrigiolare, sgrigliolare.
- E quello che si fa battendo insieme cose di majolica, stoviglie ecc.: acciottolare.
- Quel rumore che fanno le scarpe nuove delle volte, ne' movimenti che fa il piede in andando: sgrigliolare.
- Quel rumore p. e. di una sedia su cui sia seduto uno pesante: sgrigliolare; e se più forte: scricchiolare.
- Fare quel romore come in passeggiando, scalpitar il terreno, movendo roba da luogo a luogo: zufolare, rumicciare, p e. che diavolo c'è di là? sento zufolare.
- E in generale far rumore.
- att. Dar busse: chioccare, briscolare, crocchiare, barcocchiare, p. e. ah birba, ti vo' briscolare.
- scrusciri lu cozzu: dare scapaccioni.
- scrusciri lu culu: dare sculaccioni. P. pass. scrusciutu: scrosciato, scricchiolato, sgrigliolato, crocchiato ecc.