Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Testa.

  • s.f. La parte del corpo dal collo in su: capo.
  • La parte anteriore del capo, dov'è la fronte: testa.
  • Persona: testa.
  • Intelletto, ingegno: testa.
  • Estremità della lunghezza di qual si voglia cosa, come testa del ponte, della tavola ecc.: testa.
  • Qualunque estremità rotonda delle ossa: testa.
  • Ogni bestia, trattandosi di gregge, di armento: capi di bestie.
  • T. mil. La parte della schiera che marcia avanti: la testa.
  • Per grasta V.
  • Vita: testa, capo.
  • Capellatura: testa.
  • Parte superiore: capo.
  • Regolatore, governatore, principale: capo.
  • – curunata, re: testa coronata.
  • – di chiovu, di spingula, la estremità grossa e piatta del chiodo, degli spilli: capocchia.
  • – d'agghia, tutto l'aglio tolte le fronde: capo di aglio.
  • – di cipudda, di cavulu cappucciu ecc. la parte che fa da capo.
  • – di vinu: ubriacone.
  • – di ferru, persona supposta che agisce apparentemente in suo nome, ma in verità per altri.
  • – di sapienza, sapientissimo. E per ironia il contrario.
  • – pirciata, di chi ha pretensione o passione per chicchessia: che ha il baco.
  • – cotta a lu suli o di zuccu, dicesi dei contadini rozzi e incapaci di apprendere o riflettere: scorzone, durone (Tomm. D.). – bannita, fuorbandito.
  • – di servu di Diu, ostinato, duro, incocciato nella sua opinione, come sono coloro che si dicono servi di Dio: testereccio, testa secca.
  • – sicca, si dice a chi dorme poco.
  • – munnata, calvo: zuccone.
  • – caura, chi è pronto e ardito, chi professa tutto ciò che vi ha di arrischiato: testa calda.
  • – giusta o quadra, uomo avveduto, che apprende ed opera con senno: testa quadra (Giuliani), testa esperta.
  • – fausa, che fa o vede le cose al rovescio: cervel balzano, cervellino.
  • – lèggia, di poco intendimento: balordo, smemorato.
  • – càrrica, grave di sonno, o di vino, o per altra malattia.
  • – chi fuma, collera, stizza.
  • – di turcu, spezie di dolciume fatto di pasta tenera, cialda a foggia di turbante.
  • – di l'acqua, polla, vena, scaturiggine: capo dell'acqua.
  • – di la matrici. T. fond. di caratt. La parte della matrice del carattere opposta al piede: testa della matrice (Car. Voc. Met.).
  • – svintata o ad ichisi, dicesi di chi è inconsiderato: capo sventato, capo a' grilli.
  • – 'ntall'aria, contrario di posato; smemorato. O stravagante, di poco senno: cervellino.
  • – di ruvulu o dura, caparbio ostinato: testa secca.
  • – di lu libbru, la parte estrema superiore del libro: testata superiore (Car. Voc. Met.).
  • – di lu lettu, la parte del letto dove è il capezzale: capo del letto.
  • – di quagghia. T. bot. Sorta di pianta. Martynia proboscidea.
  • – stramma, cervel balzano: testa balzana.
  • cu la so testa, posto avv., a solo a solo: testa testa, testa per testa.
  • iri cu la testa dritta o all'aria, procedere con fasto: andare colla testa alta.
  • nun aviri cchiù testa, essere sbalordito, smemorato per troppo affaticar il capo: non aver più testa.
  • senza testa, giovane allegro e sollazzevole: capo ameno. O stravagante e strano: testa balzana. Vale anche smemorato.
  • nun aviri testa, essere preoccupato da non potere porre mente a checchessia. Vale anche, non esser buono a nulla: non sapere dove uno s'abbia la testa.
  • chi testa chi hai! per dirgli come sei ostinato, o stordito.
  • a testa appuzzuni, col capo all'ingiù: a tomo (Pauli).
  • rumpiri la testa, importunare: romper il capo a uno.
  • a chi l'aviti pri la testa, a chi l'aviti pri la cuda, dicesi di chi è volubile, non fermo nei suoi propositi.
  • dari 'ntesta a unu, ucciderlo: dare in capo. E fig., abbattere, rintuzzare, e simile: dare in testa.
  • Si dice pure de' liquori spiritosi che esercitan la loro azione nel cervello: dar al o nel capo.
  • darisi o sbattirisi la testa pri li mura, disperarsi: batter il capo nel muro, darsi alle bertucce, darsi a beco (Lori). Vale anche confondersi, sbigottirsi.
  • fari testi e tarchi, fare fracasso, metter a rovina, far di tutto: far ferro e fuoco.
  • passaricci pri testa, pensare, andare per la fantasia. Vale anche ricordarsi.
  • E si dice anche per inventare una nuova, o altro simile: cavarsi di capo alcuna cosa.
  • nun si putiri arraspari la testa, esser affaccendatissimo: non aver tempo da respirare.
  • arristari o turnari cu la testa rutta, averne la peggio, essere perdente: andare o ritornare col capo rotto.
  • corpu di testa, atto da caparbio: caponeria.
  • a testa di pecura, dicesi di germoglio a 4 o 5 dita d'altezza.
  • calari la testa, dir di sì: chinar la testa.
  • fari mettiri la testa ad unu unni cci havi li pedi, umiliarlo, avvilirlo, ucciderlo.
  • livari d'in testa 'na cosa, abbandonare il pensiero: cavarsi di capo una cosa.
  • tantu a testa, tanto a persona: tanto per testa.
  • bedda testa! ingegno, culto, savio.
  • essiri o mittirisi a la testa, primeggiare: essere o mettersi alla testa.
  • mittirisi 'n testa 'na cosa, crederla a diritto o torto: mettersi nella testa. O proporsi di farla: porsi in cuore, mettersi in capo.
  • mittirisi 'n testa di fari ecc., voler ostinatamente: ficcarsi o cacciarsi in testa o in capo o nel capo, incaparsi di...
  • mittirisi 'n testa ca ecc.: incaparsi che....
  • iri a li testi testi, aver che fare coi primari.
  • a li testi testi, posto avv. vale da' capi, da' primi.
  • caminaricci la testa, o essiri di testa, esser abile, ingegnoso, savio, destro.
  • di una, di dui, di tri testi ecc., presso i vasellai, determina la grandezza e la capacità di pignatte, tegami ecc.
  • fumari la testa, aver cruccio: marinare.
  • avia 'n testa di fari 'na cosa, aver voglia, aver in pensiero di fare checchessia: aver in testa di fare checchessia.
  • mettiti 'n testa, credi pure, fa conto, e simile, modo di persuader altrui.
  • pri la testa sua, per la sua testardaggine: per suo capo son morti ecc. (Storia di Rinaldino).
  • vuliri fari la so testa, voler fare secondo il proprio volere ostinatamente: voler essere di sua testa, voler fare di suo capo.
  • mettiri la testa a postu o a partitu, industriarsi mettersi al dovere: metter il capo a partito, metter il cervello a bottega.
  • fari testa, opporsi, resistere: far testa.
  • nun sapiri unni darisi la testa, non sapere a chi ricorrere: non saper dove battere il capo.
  • veniri 'n testa: saltare in capo, venire all'idea, venir al pensiero o in mente. p. e. mi vinni 'n testa ca tu nun mi vulivi: mi venne nell'idea che tu non mi volessi.
  • senza nenti 'n testa, col capo scoperto, senza cappello: in capelli.
  • aviri la testa a postu, essere sennato; e nun aviri la testa a postu, al contrario.
  • fari la testa tanta, o quantu un tammurinu, o fari tantu di testa, quando uno non la rifinisce di chiaccherare, di domandare: far tanto di capo (Tomm. D.), far altrui il capo come un tamburlano, come una campana, come un cestone.
  • diri la testa, pensare, presentire, prevedere, p. e. mi dici la testa ca...: ho paura che... Ovvero: un animo mi dice che... Mi corre alla mente.
  • Vale anche, venire voglia, capriccio di fare, di dire: venire la scesa, p. e. mi dissi la testa di scriviri un vucabbulariu: mi è venuta la scesa di scrivere un vocabolario.
  • la testa mi dissi accussì: mi girò così.
  • secunnu comu mi dici la testa: secondo come mi gira... se mi gira vado con Garibaldi in Francia.
  • a testa e cruci, giuoco da bambini, buttando la moneta in alto per vedere da qual parte casca: a palle e santi.
  • a testa cueta, tranquillamente.
  • pisari la testa: aver gravezza di capo, essere accapacciato.
  • partiricci o perdiri la testa, non ci si raccapezzar più, ingrullire, ammattire.
  • sataricci la testa, fig., rimanere stordito di cosa che non s'intenda ecc.: far il capo in una cosa, andar via il capo.
  • fari satari la testa, confondere, imbrogliare, inquietare: far girare il capo.
  • teniri 'n testa pri curuna, non si curare di alcuno.
  • mettiri la testa 'm menzu l'oricchi, si dice per ischerze minacciando i bambini: mandare scalzo a letto.
  • senza nè testa nè cuda, senza nè principio nè fine, di diritto nè rovescio: senza nè capo nè coda.
  • manciari maccarruna supra la testa ad unu, modo prov., essere da più di lui, soverchiarlo: mangiare la torta o la pappa in capo ad uno.
  • bedda testa pri fari pidocchi! si dice scherzevolmente per garrire il poco senno altrui.
  • aviri la testa a fari 'na cosa, aver volontà, esser intento a far checchessia: avere il capo a far checchessia.
  • a testa sutta, a rovescio: a capo piè, a capo giù, a capo volto, a capo chino.
  • mettiri la testa a la canna, met. infamare: tagliar le legne addosso a uno.
  • Prov. testa e tistuni e un diavulu chi vi porta, ingegno, danaro e fortuna, e si va innanzi bene.
  • testa malata medica culu, far le cose a sproposito.
  • a cu' nun havi testa cci vonnu boni gammi, chi non pensa prima, lavora più poi: chi non ha testa abbia gambe.
  • pri cunsirvari la saluti nun ti lavari mai la testa, spissu li manu e raru li pedi, il Toscano differisce un po': chi vuol morire si lavi il capo e vada a dormire.
  • lavari la testa a lu tignusu o all'asinu, beneficare uno sconoscente: lavar il capo all'asino.
  • di la testa feti lu pisci, dall'alto scende la corruzione; o la causa è de' maggiorenti: il pesce comincia a putir dal capo.
  • dui così nun potti addrizzari lu signuri, cucuzzi longhi e testi di viddani, i contadini incocciano facilmente.
  • quannu la testa si doli, ogni membru si cundoli: quando il capo duole tutte le membra languono.
  • testa chi nun parra si chiama cucuzza: capo senza lingua non vale una stringa, si dice di coloro che tacciono per balordaggine.
  • la testa (l'ingegno) di l'omu dottu, mortu parra, per via delle opere lasciate.

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