Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Tila.
- s. f. Lavoro di fila di lino, canape o altro tessuto: tela.
- Quel telone o velo che mettesi in chiesa nella quaresima per coprire le figure di santi ecc.
- Per fersa V. ed è più italiana.
- Sipario.
- Quadro, pittura: tela.
- met. Insidie: tela.
- – di filu e cuttuni: guarnello.
- – cruda, quella ancora non imbiancata: tela grezza o cruda.
- d'innia: bambagino.
- – d'abbissu: bisso.
- – battista, quella finissima: tela batista.
- – custanza, altra specie fine.
- – d'orteca, quella di filo di ortica macerata; e anco quella di cotone colorata a quel modo.
- – di casa, fabbricata economicamente per gli usi della famiglia.
- –d'olanna: tela d'Olanda.
- – cu li reschi: tela liscaja.
- – di cuttuni: tela bottana.
- – di sacchi: traliccio, ordinaria molto.
- in tila, dicesi di persona vestita in soli abiti da sotto, abiti di biancheria come camicia, mutande ecc.: in camicia, in mutande.
- Detto delle biade trebbiate, distese nell'aja nettate di paglia.
- calari la tila, met. divenire manifesto ciò che era occulto.
- la tila è calata, dicesi di una cosa che sia già finita: ecco fatta la festa e corso il palio.
- fittu e ncuttu comu la tila di casa, dicesi fig. a uomo troppo noioso e importuno.
- Prov. la tila di la vicina pari megghiu, le cose altrui paiono migliori.
- cu' voli tila, si smina lu linu, chi vuole davvero una cosa, apparecchia i mezzi di conseguirla: chi vuol moglie a Pasqua, la quaresima se l'accatti.
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