Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Ura.
- s. f. Una delle ventiquattro parti in cui è diviso il giorno: ora.
- Tempo semplicemente: ora.
- uri, diconsi que' salmi o preci recitate in coro o privatamente dagli ecclesiastici: ore, ore canoniche.
- all'urtim'ura, posto avv. tardi, fuor di tempo: all'estremo.
- di ura in ura, o ura per ura, di tempo in tempo: di ora in ora, ora per ora, a ora a ora. E anche a momenti, quanto prima: d'ora in ora, ora per ora.
- di bon'ura, per tempo: di buon'ora.
- nun vidiri l'ura, aspettare con grande ansietà, che diciamo anche, un'ura pari mill'anni: non veder l'ora, parere un'ora mille.
- Quando p. e. una cosa comincia ad annojare, si dice, mi parirria ura di finirila, è ura di finiri: mi parrebbe ora di smettere, è ora di finire.
- a ura di gaddu munciri, modo prov. tardissimo, specialmente del levarsi di letto: all'alba dei tafani. Contrario dell'altro modo proverbiale ad ura di scuppulari milinciani, prestissimo: a brùzzico.
- essiri a 23 uri e ¾, essere in sul finire, o a mal punto.
- a la bon'ura, bene, bene sta: alla buon'ora.
- a la mal'ura, imprecazione, che vale in perdizione: alla malòra.
- cu un'ura di matinu, un'ora innanzi giorno.
- un'ura di roggiu e roggiu, un'ora intera o precisa: un'ora d'orologio.
- a st'ura ed ora, ora, adesso, a quest'ora.
- è ura? è tempo? è ora? (Tigri).
- ad un'ura, posto avv. nel medesimo tempo: ad un'ora, a un'otta.
- a cert'ura, ad una data ora.
- in pocu d'ura, in poco tempo: in poco d'ora.
- ad un'ura di notti, per antonomasia la prima ora dopo l'ave: l'un'ora, l'ordinotte.
- Prov. mentri cunti l'uri, lu tempu si nni va: mentre l'erba cresce il cavallo muore, non bisogna perder tempo quando è ora di decidersi.
- quannu è junta l'ura nun cc'è medicu nè vintura, quando è tempo di morire non valgono rimedi, si dice anco d'altre cose: a mal mortale nè medico nè medicinale (A. V. ital. ura. Latini).
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