Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Cascia.
- s. f. Arnese per riporvi dentro oggetti o per uso di trasportarli: cassa.
- Quell'arnese anco dove si rinchiude il cadavere: cassa.
- T. merc. Ogni luogo ove si tengano i danari: cassa.
- Incavatura nella quale sta o gira alcuna cosa: cassa.
- T. tip. Un quadrilungo di legno diviso in vari spartimenti detti cassettine, in ciascuna delle quali son distribuite le lettere: cassa.
- gran cascia, specie di gran tamburro che si usa nelle bande: gran cassa.
- – di carrozza, la parte del cocchio coi sedili, retta da' cignoni o dalle molle: cassa.
- – di lu fusu, nome di due pezzi di legno d'olmo l'uno situato al di sopra della sala e l'altro al disotto: scannello.
- Per modestia: bagascia.
- – di lu roggiu, quel recipiente di metallo ove sta tutta la macchina incastrata, e alle volte per lusso ne hanno due o tre: cassa dell'orologio.
- – di cannuni, quell'arnese su cui sta fermato il cannone: cassa del cannone o d'artiglieria, che oggi francescamente dicono: affusto.
- – di li mali abblati, quella che tiensi in certe chiese acciò i fedeli vi mettano ciò che credono mal possedere e non conoscono il padrone. Met. Chi riceve volentieri e ritiene cosa che non gli compete.
- – di lu tammurinu, il tamburro meno la pelle: cassa.
- – di l'armi a focu V. tileri.
- – di la strigghia: cassa (An. Cat.).
- – di modda, parte degl'ingegni della carrozza nella parte davanti che è sotto il seggiolo del cocchiere, e – di fusu, che è sulla sala, l'una e l'altra diconsi: traversoni.
- – di reliqui, cassa ove sian riposte reliquie di santi ecc.: urna da santi.
- – di li denti, la unione di denti situati in una mascella: cassa dei denti.
- – di lu bancu o di li pubblichi amministrazioni, quella cassa o quel luogo ove conservansi i danari del pubblico o di alcun corpo morale: cassa nummularia, banco giro.
- T. chir. Arnese di legno incavato in modo da potervisi allogare o gamba o coscia o braccio fratti o lussati acciò stieno fermi.
- – di mortu, per sim. certi colori tetri e male accozzati che fanno tristo vedere.
- jiri comu la cascia di narduzza, dicesi di cosa che non istia ben ferma, o di persona che camminando barcolli: star in tentenna.
- – di lu pettu, la parte concava del corpo circondata dalle costole: cassero, casso.
- carricarisi li casci, modo prov., stizzirsi, entrar in collera: pigliarsi il cappello.
- – o cassa di cilintru. T. tip. Specie di staffa, formata da una spranghetta di ferro parallela al rullo, ripiegata a squadra, entro le quali gira l'asse del rullo: telaino (Car. Voc. Met.).
- Vano sotto il piano della tavola del tagliatoio per ricever i trucioli o i rosumi dei caratteri fusi e puliti: cassa.
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