Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Chiavi.

  • s. f. Strumento noto per aprir e chiudere lo toppe: chiave.
  • – masculina, quella senza buco: chiave maschia.
  • – fimminina, quella col buco: chiave femminina.
  • Quella figura musicale che dinota la varietà de' tuoni: chiave.
  • Contraccifera onde si spiega una cifera: chiave.
  • Quegli uncini sui fornimenti del cavallo, entro cui passan le redini: chiavarde.
  • T. tess. Denominazione generica di quei legni orizzontali, i quali superiormente e inferiormente formano co' brancali l'ossatura del telajo: traverse (Car. Voc. Met.).
  • T. art. Qualunque strumento d'invitar e svitare, aprire o serrare: chiave.
  • – di l'arcu, quella pietra tagliata a conio, che è in mezzo dell'arco nella parte più alta, e serve a serrarlo: chiave dell'archivolto, serraglio.
  • – di catini, quel ferro o legno forte che si ficca a traverso l'estremità delle catene fuori del muro, per tenerle tese: chiave.
  • Pezzetto di metallo che alzandolo o abbassandolo apre e tura i buchi degli strumenti musicali: chiave.
  • Prov. la chiavi di l'oru apri a tutti banni, ovvero apri porta di ferru chiavi d'oru: colle chiavi d'oro s'apre ogni porta. Il danaro è potentissimo.
  • Quel segno che si mette al fine delle scritture pubbliche per segnar il sito delle sottoscrizioni.
  • aviri la chiavi d'una cosa, conoscere o aver il vero mezzo di conoscere: aver la chiave d'una cosa.
  • – di la percia: cavicchia.
  • Prov. la chiavi a la cintura e lu focu a lu pagghiaru, quando uno crede essere sicuro, ed è più che mai in pericolo.

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