Iri e Jiri.
- v. intr. Andare, ire, gire.
- – di corpu, cacare: andare del corpo. E s'usa anco semplicemente iri: andare.
- lassarisi iri, trasandar in qualche cosa più che non si voleva: lasciarsi ire.
- Per avventarsi. E anche prendere a fare con tutto gusto e avidità: buttarsi, lasciarsi andare.
- irisinni, partirsi: andarsene.
- Morire: andarsene, girsene. E anche cancellarsi, perdersi, consumarsi, svanire: andarsene, sciuparsi.
- iri beni o mali, detto della salute: andar bene o male. Onde si domanda, comu va? come va? va benino ecc.
- Parlando di pesi o misure o numero, dinota il quanto, e in certe dizioni s'usa in ital. p. e. della tal roba ne va tanto alla libra, la libra ne contiene tanta.
- iri pri curtu e pri longu, andare in giro adoperandosi invano: acciaccinarsi. E per contrastar irrequietamente: essere balestrato.
- Detto di tempo, scorrere: andare.
- Muoversi, detto delle macchine: andare.
- S'usa in certe locuzioni p. e. va, e fidati d'iddu; va, e vidi chi t'abbeni: va pur là ecc., va e fidati di lui.
- Per dinotare pena p. e. cci va lu coddu: ne va il collo.
- si va tridicianni, cioè a fare tal cosa si è condannati. per tredici anni.
- lassari iri, lasciare di giuocare, di seguitare: far a monte; o lasciar di nojare, lasciar di fare, tralasciare e mille simili sensi: lasciar andare; passarvi su, perdonare, lasciar correre, farla passata; s'usa per permettere che altri vada: lasciar andare; e per dare p. e. uno schiaffo ecc. lasciar andare. E anco T. delle corse, far partire i corsieri: dar l'aìre, dar l'andare.
- Per capire, entrare: andare.
- Per capire, entrarci: andare.
- Per venir bene, tornar opportuno: andare.
- iri bonu: portarsi o andar bene. Andar prosperamente: andar bene.
- – cu la sua, secondar l'opinione: andar alla seconda.
- – di cca e di dda: andar a zonzo, a giostroni.
- ivi pri fari, pri vidiri, ivi pri muvirimi e simili, modo di locuzione: faccio per vedere, per muovermi ecc.
- Procedere, succedere, aver esito: andare.
- Riuscire bene o male: andare ecc.
- Chi raccoglie frutto delle campagne dice p. e. l'oriu jiu, o mi jiu ad ottu, a deci ecc.: l'orzo fece o mi fece le otto, le dieci (intendi sacca) (Pal. Voc. Met.).
- Convenire, richiedersi, p. e. cca cci irria un munumentu: qui ci anderebbe ecc. Onde Giusti dice che un frate ammirando la ghigliottina sclamava, gli va dato il battesimo all'inventore.
- Esser necessario, p e. cci va 'na bona spisa: ci va una buona spesa.
- iri ad erva ecc., andare a raccoglierla.
- iri a pettirrussi, andar a caccia di essi: andar a pettirossi.
- – a mitati o a la parti: far a mezzo, a metà.
- – a patruni, impiegarsi a servire.
- – a periculu, pericolare: andar a pericolo.
- Per assettare, star bene, p. e. comu va bella sta scarpa: come sta bene ecc.
- E per essere della voluta larghezza o lunghezza, detto delle robe: andare bene o male.
- iri di cricchi e croccu, rubare: aver le mani fatte a uncino.
- iri di cumitiva, in compagnia: andar di brigata (Boccaccio).
- – francu, sicuro: andar franco. Onde, va francu, ironicamente: va pur là, sta fresco.
- – in esempiu, in proverbiu, passare, restare ecc.: andar in esempio, in proverbio.
- – 'n terra: cascare, andar a terra.
- iri megghiu, averci più vantaggio.
- – pri la terra, andar vendendo roba per la città.
- ìricci pri lu menzu: andar di mezzo.
- – pri unu, cercarlo, andar a trovarlo: andare per alcuno.
- E detto di cosa, andare per prenderla, per farla: andare per una cosa.
- Per tirar avanti, p. e. io fazzu iri la putia; io faccio andar la bottega.
- Relativo alla direzione e al modo del muoversi p. e. lu muru va accussì: il muro va così.
- Esser cominciato altro anno, altro mese, o essere alcuno entrato nell'anno nominato: andare per un altr'anno; andare per i 20, per i 30.
- In quale stato si trovino certe cose p. e. comu vannu li facenni: come vanno le faccende.
- Per andar vestito a quella foggia o quell'altra: andare.
- Detto di strada, menare, portare: andare. E così per distendersi, prolungarsi: andarsene.
- Detto di porte, riuscire: andare.
- Detto di chi perde tempo e utilità in checchessia, come p. e. irisinni in chiacchiari: andarsene in chiacchere.
- irisinni cu unu, seguirne le opinioni: andarsene con alcuno.
- Riferito a discorso, tendere, battere: andare.
- va beni, si dice per dire sta bene, o bene semplicemente: va bene.
- e va discurrennu, eccetera: così va o va tutto discorrendo, o e vattene là.
- vatinni, va vatinni, o va va, modi familiari che denotano indegnazione, esortazione, negazione, ecc.: va via, va là. E ironicamente per minacciare, quasi dire non dubitare del male, e simile: va pur là.
- chistu va pri chiddu, per dire questo valga in compenso di quello: vada questo per quello.
- va ammucciati, formola di rimprovero o che: vatti a nascondi.
- va sedi, per dire, taci, va via: vatti a riporre, va là.
- va ficcati, va fa, va attendi e mille simili modi di costruzioni abbreviate: va ficcati, va fa, va attendi ecc. e Guido Cavalcanti infatti ha: Pietosa mia canzon va trova amore...
- Questo verbo aggiunto ai gerundii esprime insieme coll'idea del fare l'idea del durare p. e. iri liggennu, iri cantannu: andar leggendo, andar cantando.
- Unito a certi participî o aggettivi, sta pel verbo essere, o acquista la significanza specificata in essi participî p. e. iri tortu: andare storto, andar gobbo ecc. E alle volte fa l'officio del gerundio passivo de' latini p. e. va fatto accussì, va manciatu cottu: va fatto così ecc.
- iri ad essiri, andar a dimorare: andar ad essere.
- – a geniu, a sangu, piacere: andar a genio, a sangue.
- – a munti, dicon i giuocatori quando annullando la partita ridividono le carte: andar a monte.
- Nel senso di menare, muovere p. e. cci vannu li manu comu ecc. cci vannu li pedi comu ecc. cci java lu culu comu ecc.
- cc'è di iri, v'è molto da camminare: v'è che ire (Fanf. V. d. u. Tosc.).
- Questo verbo quando ci ha preposizione o qualche parola accentata avanti, dà alla prima i il suono di gh. p. e. a iri o a jiri, si pronunzia a ghiri e agghiri, a iri essendo modo avv. vale, verso, in p. e. agghiri cca, agghiri dda: in qua in là.
- comu va va, comunque vada, alla sorte: come va va (Tigri Canti pop. Tosc.)
- fari iri, consumare: sciupare, sciamannare.
- iri e viniri: andare e stare, si dice di chi non istà fisso in un luogo p. e. iddu nun sta in cità ma va e veni: egli non istà in città, ma va e sta.
- è un continuu iri e viniri, si dice di un luogo onde escano ed entrino continuamente persone: è un continuo andare e venire, è un via vai.
- In qualche classico si trova va e vieni come diciamo noi va e veni.
- iri a spassu: andar a spasso.
- a versu: andar ai versi di...
- – a li gusti: andar a' gusti di...
- isti, vinisti e chi c... facisti V. in fari.
- 'n jennu 'n jennu, in andando.
- jirisinni nel senso di adusarsi, seguire nell'abitudine. p. e. unu comu s'insigna si nni va.
- a putiri iri: a più non posso.
- Prov. a la via fatta ognunu cci sapi iri: al buon tempo ognuno sa ire.
- iri com'un diavulu: affacchinarsi, acciaccinarsi.
- si vaju pri terra li latri mi arrobbanu, si vaju pri mari li turchi mi pigghianu, si dice quando uno si trova in difficoltà o pericoli d'ogni lato.
- iri supra lu patutu, governarsi secondo quello che è stato fatto altra volta: andar in sul fatto.
- iri a munneddu, dicesi di raccolta sovrabbondante di grano o altro: stramoggiare.
- irisinni crai crai, andare smagrendo insensibilmente.
- jennu vinennu, collo scorrere del tempo: a lungo andare. P. pass. jutu: andato, ito.
Iri. In forza di lo andare: andare.
Iri. un iri vinennu, quasi una parola sola, un andare e un venire, una confusione: un viavai.
Iri. un iri vinennu, quasi una parola sola, un andare e un venire, una confusione: un viavai.