Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)
Sali.
- s. m. Sostanza nota: sale.
- Quelle particelle acri e saporite che si cavano dai corpi: sale.
- met. Arguzia, detto grazioso: sale.
- Senno, saviezza: sale.
- – di glaubberu: solfato di soda.
- è lu sali e fa li vermi, modo prov. si dice del biasimare qualunque cosa ancorchè buona: apporre al sale. Si dice anche a chi fa le maraviglie della debolezza altrui, poichè tutti vi siam soggetti.
- sali assenziu, sale medicinale che ha azione digestiva.
- senza sali, sciocco, scimunito: dolce di sale.
- ih sali! esclamazione dissuasiva, di maraviglia ecc. ohibò
- sapiri di sali, esser salito: saper di sale. E fig. dispiacere: saper di sale. Si dice anche di cosa che costi saper di rame.
- Prov. pri canusciri un omu s'havi a manciari 'na sarma di sali, bisogna convivervi lungo tempo.
- cu' havi cchiù sali conza la minestra, al fig. vale chi è più savio governa altrui: chi ha testa, governa.
- purtari sali a Cammarata, portar cose là dove ne abbondino: portar nottole in Atene.
Sta paggina utilizza materiali di
Wikisource Talianu,
ca veni pubblicatu sutta la licenza
CC BY-SA 4.0.