Dizziunariu Traina

Nuovo vocabolario siciliano-italiano (1868)

Tavula.

  • s. f. Pezzo di legno ridotto in asse: tàvola. E propriamente quella tagliata fine un due centimetri, che si chiama anche tavula veneziana: assicella; vi è poi quella un po' più grossa tavula attisana: asse; quella ancora più grossa tavula di punta: tavola.
  • Arnese composto di una o più assi in piano, con piedi sotto, che serve a vari usi, ma principalmente per mensa: tavola.
  • Il banco dei banchieri: tavola.
  • Per quelle carte aggiunte ai libri, nelle quali sono figure, immagini ecc.: tavola.
  • Quelle raccolte di termini particolari, e di numeri determinati, per ispiegare o ajutar a fare checchessia: tavole.
  • – tunna, quella mensa apparecchiata negli alberghi, pei viaggiatori, o per altri, a prezzo fisso e ad ora stabilita: tavola rotonda.
  • – rasa, dicesi di persona ignorante e sciocca: soro, di grossa pasta.
  • – a libbru, quella tavola il cui piano si può allargare o allungare, mediante una parte di essa mastiettata che sta pendente: tavola a ribalta.
  • – di lettu, le assi che si mettono sui trespoli, e sulle quali stanno i materassi: asserelli.
  • – di lu pettu, tutto il davanti che costituisce il petto.
  • jiri a tavula, andar a desinare: andar a tavola.
  • essiri a tavula, essere a desinare: essere a tavola. Parlandosi delle vivande dicesi: essere in tavola.
  • dari tavula, far convito: mettere, far tavola.
  • cunzari, scunzari la tavula: apparecchiare, metter la tavola, sparecchiare, levar la tavola.
  • a tavula misa e pani minuzzatu, trovare le cose fatte, e quindi non durar fatica a far checchessia: a pappa scodellata.
  • fari tavula, far un convito fra più persone, mettendo ciascuno la sua vivanda: far piattello.
  • mettiri 'n tavula, proporre cominciar a trattare una cosa: mettere sul tappeto.
  • Prov. a tavula nun s'invecchia, s'usa per dinotare quanto si stia bene a tavola: a tavola non si invecchia.
  • la tavula è turtura, nel senso che a tavola è facile far delle confidenze: la mensa è una mezza colla.
  • a tavula si mancia senza affruntu, vale anche che in date circostanze bisogna agire senza peritanza.
  • quantu si dici in tavula, divi arristari 'ntra la tuvagghia, i segreti confidati nella espansione del convito, bisogna che non si svelino agli altri.
  • a tavula di povir'omu nun cc'è mai avanzu, è chiaro.
  • a tavula di putruni nè cruci nè benedizioni, non vi è nulla, chi non lavora non mangia; dovrebbe essere così, ma non l'è!
  • a tavula e tavulinu si canusci lu galantomu, chi è educato si prova alla mensa e al giuoco: a tavola e a tavolino si conosce la gente.

Tavula. a tavula longa, gioco in cui uno si china e l'altro lo salta, e così di seguito (In Licata).

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